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Decreto salva-Formigoni: democrazia a lutto
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2010
I Giovani Democratici della Lombardia non usano mezzi termini per commentare il pasticciaccio del decreto interpretativo che riammette alla competizione elettorale per le Regionali del 27 e 28 marzo le liste del PDL in Lombardia.
"Questo provvedimento ad listam ci lascia esterrefatti e increduli. - commenta Silvia Gadda, Segretario regionale GD - Saremo ingenui, ma proprio non riusciamo a capire perché ogni volta le regole e le leggi debbano valere solo per qualcuno e, comunque, mai per loro. A noi pare un condono elettorale bello e buono, fatto aggirando la legge, soltanto per l'attaccamento alla sedia della destra".
Secondo i Giovani Democratici della Lombardia, questa vicenda mostra chiaramente come l'era formigoniana alla guida della Regione Lombardia sia definitivamente conclusa. Commenta ancora Gadda: "Quando Formigoni cominciava a governare la Lombardia, portavamo ancora i calzoni corti, il CT della Nazionale era ancora Arrigo sacchi e c'erano i mondiali in USA, i telefoni cellulari non esistevano ancora e i computer erano ancora un bene di lusso. Da allora tutto è cambiato, tranne Formigoni che, a dispetto di tutto e di tutti, anche della Legge, è ancora lì. Ci ha provato in tutti i modi ad andarsene a Roma, ma l'hanno sempre ricacciato a Milano. Non vorremmo credere che sia successo di nuovo: pur di farlo correre per il quarto mandato gli hanno persino fatto un decreto. E' ora di un cambio della guardia al Pirellone, e Filippo Penati rappresenta la più valida alternativa per la Lombardia del 2010".
Mentre il PD si mobilita per protestare contro "il trucco dell'aiutino", i GD lombardi si preparano per far sentire anche la loro voce. "Eravamo in piazza sabato scorso con Penati. Ora chiediamo a tutti di mobilitarsi SABATO 13 MARZO A MILANO per la giornata nazionale di mobilitazione del PD e dei Giovani Democratici. Abbiamo inventato un quiz per Filippo Penati che abbiamo intitolato "Chi vuol essere Presidente?". Alla luce di quanto è accaduto in questi giorni dovremmo forse cambiare il titolo e chiamarlo "Chi può essere Presidente?"; la risposta per noi è chiara: chi rispetta le regole che valgono per tutti e non le cambia in corsa solo per i propri errori e le proprie divisioni interne. per questo oggi è tempo di sostenere con ancora più forza Filippo Penati", conclude Silvia Gadda.
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