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LE NUOVE SFIDE DELL'UE
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2010

PRIMO MAGGIO 2010
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 1 maggio 2010

E’ il primo maggio dell’anno peggiore della crisi… I giovani lavoratori italiani hanno davvero poco da festeggiare questa volta!
 
Ad oggi infatti, il 70% di chi entra nel mercato del lavoro sotto i 40 anni vi entra attraverso contratti precari (a tempo determinato, co.co.pro. , partite IVA) e meno di un lavoratore precario su quattro all’anno riesce ad accedere ad un contratto stabile.
 
A parità di mansioni, età, genere e istruzione un lavoratore con contratto a termine guadagna il 25% in meno di un suo collega stabile.
 
Un precario ha una probabilità 8 volte maggiore di perdere il lavoro e quando lo perde non riceve assistenza! (solo il 4% dei giovani disoccupati risulta ricevere un sussidio).
 
Anche gli effetti per la formazione sul posto di lavoro sono drammatici: la temporaneità del lavoro infatti disincentiva il datore di lavoro ad investire sul capitale umano dei dipendenti causando una drastica riduzione della produttività del paese.
 
Oltre tutto questo, a causa dei bassissimi livelli di contribuzione pensionistica per i precari è stato calcolato che un giovane che oggi entra nel mercato del lavoro con un contratto precario riceverà in media il 30% in meno di pensione.
 
In questi ultimi due anni invece gli effetti della crisi si sono abbattuti prevalentemente sulle giovani generazioni: l’80% degli 800.000 posti di lavoro andati distrutti tra aprile 2008 e dicembre 2009 sono stati lavori precari.
 
Mentre la disoccupazione totale è aumentata dal 6 all’8.5%, quella giovanile è drammaticamente aumentata di 10 punti percentuali (dal 18% al 28.2% di febbraio 2010).
 
I Giovani Democratici della Lombardia intendono quindi festeggiare il primo maggio facendosi carico delle istanze dei giovani lavoratori sostenendo con coraggio progetti di riforma per il superamento del dualismo del mercato del lavoro e l’inclusione dei giovani in un percorso di diritti più equo e sicuro. Riteniamo altresì fondamentale portare avanti questa posizione senza innescare dannosi conflitti generazionali o fra categorie di lavoratori, convinti che un futuro più stabile per le nuove generazioni sia un patrimonio di benessere per tutta la società.
 
In questa direzione vediamo quindi con grande interesse la proposta avanzata in parlamento da alcuni esponenti del Partito Democratico per l’introduzione del cosiddetto “contratto unico di ingresso” (CUI) che garantisce una rivoluzione nel mercato del lavoro a costo zero per le casse dello Stato. 
 
Apprezzando i contenuti di forte innovazione di questa proposta ci impegniamo a sviluppare su di essa un serio dibattito a tutti i livelli dell’organizzazione per stimolare il Partito Democratico ad assumere come propria proposta sul tema del lavoro la battaglia generazionale per il superamento del dualismo del mercato del lavoro, consapevoli che questa sia la strada migliore per parlare con voce forte alla parte del Paese più dinamica e più giovane e per dare finalmente una risposta chiara sul lavoro a giovani, precari e imprenditori della Lombardia e delle regioni del nord.
 
Da qui partirà anche la campagna dei Giovani Democratici Lombardia L.I.F.E. che si protrarrà per tutta l'estate nelle FESTE DEMOCRATICHE della regione!
 
BUON PRIMO MAGGIO!
IL 20 MARZO IN PIAZZA CONTRO LE MAFIE
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2010
La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.

La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, anche i Giovani Democratici della Lombardia partecipano alla manifestazione del 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE E I SEMINARI TEMATICI
AUGURI!!!
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009
I beni confiscati alle mafie sono cosa nostra
post pubblicato in Diario, il 1 dicembre 2009
Anche noi Giovani Democratici sosteniamo, firmiamo e diffondiamo l'appello di Libera perchè non si mettano in vendita i beni confiscati ai mafiosi.
Fallo anche tu!




Ciao a tutte/i
venerdì 13 Novembre il Senato ha approvato, all'interno della legge finanziaria per il 2010, un emendamento che modifica la "legge Rognoni-La Torre" sulla confisca dei beni ai mafiosi.

Grazie a questo emendamento sarà possibile la vendita dei beni confiscati, una modifica sostanziale rispetto ai principi della legge 109/96 che permette oggi il riutilizzo sociale.
Più di dieci anni fa tutti insieme abbiamo raccolto un milione di firme che spinsero la legge 109/96 verso un approvazione all'unanimità, affermando il principio che le "mafie restituiscono il maltolto", grazie ad un riutilizzo sociale che divenisse il motore per il riscatto sia economico che sociale dei territori.

Con l'emendamento proposto si mette seriamente a rischio questa possibilità. Svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan, che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi e riciclando soldi sporchi.

E' importante una nostra mobilitazionee di tutto il mondo dell'antimafia sociale. Il disegno di legge si appresta ad arrivare alla Camera per l'approvazione definitiva, urge attivarsi affinché il Parlamento ritiri questo emendamento e dia applicazione alla norma che prevede la confisca dei beni anche per i reati di corruzione.

E' già online l'appello per il ritiro dell'emendamento che vi preghiamo di diffondere il più possibile perfarlo firmare. Basta entrare sul sito di Libera (http://www.libera.it) e firmare.

E' anche possibile stampare l'appello in allegato farlo firmare per poi farlo pervenire alle sedi nazionali e/o territoriali di Libera.

Questa operazione è concentrata da qui agli inizi di dicembre, quando si discuterà l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.

Grazie a tutti, diffondete l'appello da firmare il più possibile, e mettiamoci in movimento!!

Libera.

www.libera.it
organizzazione@libera.it

>>> Scarica L'appello e fallo firmare

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