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LE NUOVE SFIDE DELL'UE
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2010

CRISI GRECA, SFIDE EUROPEE
post pubblicato in >> Internazionale, il 11 maggio 2010
Sono stati giorni difficili per la Grecia e non solo… anche l’Europa ha traballato; la crisi greca ci ha portati ad un fatidico bivio: aiuto europeo oppure no?
 
Andiamo con ordine.
Oltre la situazione di crisi mondiale, la Grecia porta con sé un brutto fardello: il precedente governo di centro-destra ha “corretto” (per usare un eufemismo) i bilanci dello Stato, in modo da evitare grossi problemi con i controlli europei.
Il nuovo governo Papandreou, di centro-sinistra (in carica dalla fine del 2009), si è trovato ad affrontare una situazione molto complicata che univa (e unisce) la crisi economica a conti pubblici a rischio default, cioè la Grecia poteva dichiarare fallimento (ricordate l’Argentina di qualche anno fa?).
Dall’inizio dell’anno, accertate le irregolarità e le forti difficoltà, non sono state prese le decisioni che probabilmente avrebbero permesso di mettere sotto controllo la situazione dei conti pubblici (ad esempio non si è arrivati ad un prestito del Fondo Monetario Internazionale). 
Alla fine, ci si è trovati di fronte ad un baratro… è stato necessario intervenire urgentemente per evitare un crollo che avrebbe coinvolto altri Stati europei come Portogallo, Spagna e probabilmente anche noi! Il governo ha dovuto far approvare misure di austerità che da un lato permettessero una riduzione della spesa pubblica e dall’altro garantissero gli Stati europei che gli aiuti erogati fossero accompagnati da politiche più rigorose.

Chi ha pagato tutto questo??
Sicuramente le fasce più deboli, i lavoratori e i pensionati.. perché? 
Perché tra le misure adottate troviamo:
• tagliati gli stipendi pubblici del 20% e niente aumenti fino al 2014
• ridotte o congelate le pensioni
• aumentata l’età pensionabile da 61 a 63 anni, 
• IVA aumentata dal 19% al 23%
• tasse su carburanti, alcool e tabacchi aumentate del 10%

E non dimentichiamoci che già c’è la crisi a incombere sui più poveri!!

Dopo questi provvedimenti e dopo speculazioni finanziarie sulla nostra moneta, l’Europa ha reagito. La Grecia riceverà gli aiuti (110 miliardi di euro in tre anni) e le banche centrali si impegneranno a sostenere l’euro.

Tutto questo ci porta a riflettere sulla necessità che l’Europa si rafforzi e abbia sempre più coraggio nelle politiche da attuare. È necessaria una stabilità del sistema finanziario e bancario che passi anche attraverso una maggiore trasparenza e un maggior controllo verso le grandi società. 
"Vediamo solo in un’Europa coesa, solida e più forte politicamente, la capacità di affrontare queste sfide e dare risposte ai problemi che gli Stati si trovano ad affrontare. È importante che entri nel nostro DNA la volontà di lavorare affinché questo sia l’obiettivo quando saremo chiamati ad assumerci le responsabilità come classe dirigente. Stiamo assistendo in questi giorni a politiche europee che per la prima volta intervengono pesantemente a sostengo di uno Stato membro e a sostegno della coesione del sistema monetario. Nel futuro, più prossimo possibile, vorremmo un’Europa che sia in grado di intervenire velocemente e con l’unico obiettivo di garantire il bene comune e stabilità a tutti i suoi cittadini" commenta Andrea Esposito, responsabile alle politiche europee e internazionali dei GD Lombardia.
PRIMO MAGGIO 2010
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 1 maggio 2010

E’ il primo maggio dell’anno peggiore della crisi… I giovani lavoratori italiani hanno davvero poco da festeggiare questa volta!
 
Ad oggi infatti, il 70% di chi entra nel mercato del lavoro sotto i 40 anni vi entra attraverso contratti precari (a tempo determinato, co.co.pro. , partite IVA) e meno di un lavoratore precario su quattro all’anno riesce ad accedere ad un contratto stabile.
 
A parità di mansioni, età, genere e istruzione un lavoratore con contratto a termine guadagna il 25% in meno di un suo collega stabile.
 
Un precario ha una probabilità 8 volte maggiore di perdere il lavoro e quando lo perde non riceve assistenza! (solo il 4% dei giovani disoccupati risulta ricevere un sussidio).
 
Anche gli effetti per la formazione sul posto di lavoro sono drammatici: la temporaneità del lavoro infatti disincentiva il datore di lavoro ad investire sul capitale umano dei dipendenti causando una drastica riduzione della produttività del paese.
 
Oltre tutto questo, a causa dei bassissimi livelli di contribuzione pensionistica per i precari è stato calcolato che un giovane che oggi entra nel mercato del lavoro con un contratto precario riceverà in media il 30% in meno di pensione.
 
In questi ultimi due anni invece gli effetti della crisi si sono abbattuti prevalentemente sulle giovani generazioni: l’80% degli 800.000 posti di lavoro andati distrutti tra aprile 2008 e dicembre 2009 sono stati lavori precari.
 
Mentre la disoccupazione totale è aumentata dal 6 all’8.5%, quella giovanile è drammaticamente aumentata di 10 punti percentuali (dal 18% al 28.2% di febbraio 2010).
 
I Giovani Democratici della Lombardia intendono quindi festeggiare il primo maggio facendosi carico delle istanze dei giovani lavoratori sostenendo con coraggio progetti di riforma per il superamento del dualismo del mercato del lavoro e l’inclusione dei giovani in un percorso di diritti più equo e sicuro. Riteniamo altresì fondamentale portare avanti questa posizione senza innescare dannosi conflitti generazionali o fra categorie di lavoratori, convinti che un futuro più stabile per le nuove generazioni sia un patrimonio di benessere per tutta la società.
 
In questa direzione vediamo quindi con grande interesse la proposta avanzata in parlamento da alcuni esponenti del Partito Democratico per l’introduzione del cosiddetto “contratto unico di ingresso” (CUI) che garantisce una rivoluzione nel mercato del lavoro a costo zero per le casse dello Stato. 
 
Apprezzando i contenuti di forte innovazione di questa proposta ci impegniamo a sviluppare su di essa un serio dibattito a tutti i livelli dell’organizzazione per stimolare il Partito Democratico ad assumere come propria proposta sul tema del lavoro la battaglia generazionale per il superamento del dualismo del mercato del lavoro, consapevoli che questa sia la strada migliore per parlare con voce forte alla parte del Paese più dinamica e più giovane e per dare finalmente una risposta chiara sul lavoro a giovani, precari e imprenditori della Lombardia e delle regioni del nord.
 
Da qui partirà anche la campagna dei Giovani Democratici Lombardia L.I.F.E. che si protrarrà per tutta l'estate nelle FESTE DEMOCRATICHE della regione!
 
BUON PRIMO MAGGIO!
IL 20 MARZO IN PIAZZA CONTRO LE MAFIE
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2010
La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.

La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, anche i Giovani Democratici della Lombardia partecipano alla manifestazione del 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE E I SEMINARI TEMATICI
Il bamboccione Brunetta: ci è o ci fa?
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 20 gennaio 2010

«Sono arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto». Ci vorrebbe una legge che «obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni». E’ arrivata l’ennesima boutade del Ministro della funzione pubblica. Questa volta però nel mirino di Brunetta sono finiti i giovani “bamboccioni” che, come ha fatto lui, a 30 anni vivono ancora con i propri genitori. Con una crisi in atto che in Italia colpisce prevalentemente noi giovani erodendo il nostro futuro, questa dichiarazione è davvero inaccettabile seria o meno che sia. Il ministro dovrebbe ricordarsi che si sta rivolgendo ad una generazione che registra un tasso di disoccupazione del 26%, che vive nella precarietà degli stage e dei contratti a tempo determinato, con stipendi nettamente inferiori alla media dei propri coetanei europei e senza poter accedere a mutui e finanziamenti. In un paese in cui le risorse del welfare sono concentrate prevalentemente sui capi-famiglia maschi e sulle pensioni, le borse di studio sono un miraggio e gli alloggi per studenti e giovani coppie sono praticamente inesistenti o a prezzi esorbitanti i giovani rimangono “ bamboccioni” per mancanza di alternative e non per comodità come il nostro ministro.

Della sua legge che «obbliga i figli ad uscire di casa a 18 anni» non ce ne facciamo nulla! Ci piacerebbe piuttosto vedere una bella legge che «obblighi la politica e Brunetta a ricordarsi quale sia la condizione dei giovani in Italia prima di scrivere leggi o di aprire bocca…».

Le leggi che invece seriamente servirebbero a rendere i giovani più indipendenti che i Giovani Democratici della Lombardia sostengono sono:

  • La riforma del mercato del lavoro e il superamento del dualismo contrattuale.

  • Un salario minimo orario che impedisca ai giovani di essere ampiamente sottopagati.

  • Una riforma del sistema del welfare che garantisca diritti e protezione in maniera universale, in particolare un sussidio di disoccupazione che copra giovani disoccupati e i lavori a tempo determinato .

  • Un’università che permetta davvero agli studenti meritevoli, con borse di studio e finanziamenti agevolati, di avere garantiti gli studi e un alloggio per i fuori sedi.

  • Una mobilità che permetta ai pendolari di non perdere metà delle proprie giornate per fare spostamenti di poche decine di kilometri.

  • Una legge che imponga un filo in più di buon senso ai nostri ministri!

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