.
Annunci online

La legge è uguale per tutti? - GD Lodigiano
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2009

La legge è uguale per tutti?
Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo.
Nelle aule giudiziarie è forse tempo di modificare la frase simbolo dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Dopo il disegno di legge Gasparri-Quagliariello è necessario integrare questa frase, sottolineando in questo paese ormai ci sono molte eccezioni...
Vogliamo evitare che questo nostro scritto alimenti polemiche sterili, vogliamo invece far sentire la voce di chi si è stufato di vedere lesi i diritti di uguaglianza dei cittadini.
Spacciata come una mossa per snellire ed accorciare i tempi della giustizia, in realtà questa norma porta a conseguenze drammatiche: sono a rischio prescrizione migliaia di processi civili e penali e, giusto per essere concreti, in materia di: abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino…
Il Ministro Alfano afferma che questo provvedimento avrà effetti indesiderati solo sull'1% dei procedimenti in corso...
Ciò si traduce con una mancata risposta da parte dello Stato, alla domanda di giustizia di almeno 35.000 persone!
Sempre che quell'1% abbia un effettivo riscontro con la realtà, cosa della quale dubitiamo dato che l’ANM parla di almeno 100.000 procedimenti a rischio!
Tanto per intenderci, questa legge rischia di mandare al macero, tra gli altri, il processo “Antonveneta” che vede coinvolto Gianpiero Fiorani e che ha rischiato di affossare le sorti della Banca Popolare di Lodi e insieme ad essa il futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e risparmiatori lodigiani.
Non possiamo tacere poi, di fronte alla palese costruzione del provvedimento ad uso e consumo dei problemi giudiziari personali del primo ministro italiano.
Il paradosso nasce nel momento in cui, proprio in questi giorni, a Lodi una persona è stata condannata per direttissima a diciotto mesi di carcere per aver rubato un maglione dal valore di 22 Euro!
Crediamo, e non ci riteniamo extraterrestri per questo, che quando una legge pone uno o più cittadini al di sopra della legge, è bene affermare con forza che quella legge è incostituzionale.
L' Art. 3 della Costituzione Italiana afferma infatti che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
È ora di smettere di usare a sproposito parole come democrazia, uguaglianza e libertà, quando poi si fa uso strumentale e personalistico del potere esecutivo e legislativo: il bisogno di giustizia dei cittadini italiani non deve essere soddisfatto da scelte che in apparenza semplificano i processi giudiziari, ma che in realtà hanno conseguenze devastanti: siamo ben consapevoli che è necessaria una riforma della giustizia e il nostro compito come partito non è solo quello di sottolineare le mancanze, ma anche quello di proporre delle valide alternative; in data 20 Novembre infatti il PD ha presentato, durante una conferenza nazionale a Roma, una seria proposta di riforma promossa da Walter Veltroni e Lanfranco Tenaglia intitolata “Ricostruire la Giustizia”: possibili soluzioni all'obbligatorietà dell'azione penale e riforma del processo civile e penale, i due punti principali oggetto del documento, disponibile in rete.
Insomma, la giustizia è lenta, ma se c’è Berlusconi di mezzo deve correre come Usain Bolt per toglierlo dai guai!
Nel frattempo il Parlamento è costretto a rallentare la discussione sui reali problemi della gente, fatti di esigenze concrete, che vengono soprattutto dal lavoro e dagli effetti della crisi.
Si discute ora di come salvare Berlusconi, e poco importa se insieme alla cancellazione dei suoi processi se ne va anche la voglia di giustizia di tantissimi cittadini che, oltre ad essere stati frodati, ora si vedono anche beffati.
Abbiamo cercato di porre alla vostra attenzione i fatti nella maniera più trasparente e concreta possibile.
Riflettiamo seriamente su quanto sta avvenendo e smettiamola di tacere e di lasciare che tutto passi nell'indifferenza generale: è tempo di cambiare!

Appello di Roberto Saviano per il ritiro delle norme sul processo breve >>

Elena Rancati, Paolo Bianchi – Giovani Democratici del Lodigiano
Il vero costo delel intercettazioni
post pubblicato in Diario, il 20 giugno 2008
E' in fase di stesura il ddl che vieterà e punirà le intercettazioni. Il chiaro obiettivo è di ostacolare molte indagini che utilizzano questo strumento per contrastare le attività illegali, andando a indebolire ulteriormente la magistratura e la giustizia italiana. Col pretesto di evitare che le intercettazioni finiscano sui giornali, il governo Berlusconi impedisce che indagini come quelle sulle banche (Antonveneta, Banca Italia e i vari furbetti come Fazio, Consorte, Fiorani), su manipulite, per non parlare di quelle su estorsioni, su concussione, su corruzione (reati tipici della “casta”), sui rapimenti (come quello del socio del fratello del premier, Paolo), su omicidi (quello di Tommy Onofri), su droga, sui furti nelle ville del Nord, sulla vicenda di questi giorni della clinica di Santa Rita, e l’elenco potrebbe continuare, non possano più in futuro essere iniziate e portate a buon fine.

Crediamo sia necessario tutelare la privacy, ma allo stesso tempo è un diritto dei cittadini conoscere i fatti per quello che sono. Da una parte le conversazioni devono essere pubblicate solo a processo iniziato, dall’altra è anche ovvio che le conversazioni casualmente captate, non possono e non debbono essere divulgate. Le intercettazioni sono uno strumento nelle mani dei cittadini, che attraverso la giustizia puniscono i loro concittadini colpevoli di reati.

Circoscrivere l’impiego di questo strumento soltanto alle indagini di mafia e di terrorismo, forse a quelle di corruzione e di concussione (grazie al lavoro dell’opposiozione parlamentare), vietandolo per tutte le altre, limita molto l’esigenza di sicurezza dei cittadini (rendendo carta straccia il programma col quale la destra ha vinto le elezioni) e permette ai soliti noti di fare quello che vogliono, sicuri della loro impunità.

Dire poi che tutta l’Italia è intercettata è una bufala, 124.845 sono le utenze controllate non le persone controllate, cioè i numeri di telefono, le schede telefoniche che nelle indagini sono messe sotto controllo.

Tutte le indagini hanno dei costi, e le intercettazioni li aumentano di sicuro, però sono soldi che vanno spesi. Il ministro Alfano afferma che bisogna razionalizzare le spese, ma con le indagini, le intercettazioni, i processi, le condanne si assicurano alla giustizia dei criminali, cosa fondamentale, e si porta ricchezza nelle casse dello stato, cosa molto utile.

Giovani Democratici della provincia di Pavia

Sfoglia ottobre        dicembre
calendario
cerca