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1 marzo: Gd in giallo per i diritti
post pubblicato in >> Immigrazione, il 25 febbraio 2010
I Giovani Democratici, attraverso i comitati promotori provinciali, partecipano e sostengono lo sciopero degli stranieri di lunedì 1 marzo.
Per chi è straniero sull passaporto, per chi è straniero al clima di violenza, razzismo e discriminazione che attanaglia il nostro Paese.
L'adesione dei Giovani Democratici lombardi allo sciopero del 1 marzo 2010 'un giorno senza di noi' nasce dalla  necessità di unirci al disagio provato dai migranti che da tempo vivono e contribuiscono alla crescita del nostro Paese, ma a cui non vengono riconsciuti i diritti di partecipazione alla vita sociale.
"E' importane che in questa fase critica sia una sola voce, unitaria, ad alzarsi: i problemi legati alla crisi, alla perdita del lavoro e al precariato sono temi che oggi colpisono direttamente  le fasce più deboli della società, ma che riguardano davvero tutti. Noi giovani in particolare. Perché non c'è benessere individuale e sicurezza senza eguaglianza di diritti. Non c'è legalità senza leggi capaci di riconoscere in modo equilibrato diritti e doveri" dichiara Eugenia Giulia Grechi, candidata dei Giovani democratici per Penati e giovane assessora alla Cultura, politiche Giovanili e Integrazione.
"Unirsi per manifestare  significa inoltre dare un segnale di solidarietà e, allo stesso tempo, di convinto sforzo per porre l'attenzione sui provvedimenti varati dal Governo e dalla Regione Lombardia che minano le basi dello stato sociale: la politica ha contribuito alla creazione di un clima di tensione, alimentando la paura del diverso, tendando in ogni misura di creare frammentazione sociale".
Affinchè, invece, il messaggio sia il più unitario e corale possibile i Giovani Democratici scenderanno nelle piazze lunedì fianco a fianco, a difesa dei diritti di tutti .
Partecipa anche tu, basta un gesto semplice: lunedì indossa un segnale visible di colore giallo (simbolo della manifestazione).

Gli eventi a Milano
8:00 - 10:00
VOLANTINAGGI PRESSO ALCUNE STAZIONI DELLA METROPOLITANA:
Bisceglie, Cadorna, Lambrate, Porta Genova, Corvetto...
9:30 SROTOLAMENTO DI UNO STRISCIONE GIALLO DAVANTI AL TRIBUNALE.
10:00 - 13:00 PRESIDIO IN PIAZZA DELLA SCALA E CORTEO FINO IN CORDUSIO.
15:00 SROTOLAMENTO DI TRE STRISCIONI GIALLI (QUESTURA, VIA CORELLI, PIAZZA DELLA SCALA).
17:30 CONCENTRAMENTO IN PIAZZA DUOMO.
18:30 - 19:30 FIACCOLATA DA DUOMO A CAIROLI CASTELLO.
20:00 - 22:00 INTERVENTI DAL PALCO MOBILE IN CASTELLO CON ALCUNE TESTIMONIANZE E CONCERTI DI TRE GRUPPI MUSICALI: uno asiatico, uno africano e uno latino-africano.
1 marzo - sciopero dei lavoratori stranieri: i GD lombardi aderiscono
post pubblicato in >> Immigrazione, il 22 febbraio 2010

I Giovani Democratici della Lombardia aderiscono allo sciopero dei lavoratori stranieri, indetto in tutta Italia per il prossimo primo Marzo. “La nostra Regione, con la sua alta presenza di stranieri provenienti dall’Europa e dagli altri continenti dovrebbe essere un laboratorio eccezionale di sviluppo culturale e integrazione” - dichiara Silvia Gadda, Segretaria dei Giovani Democratici della Lombardia - “invece si respira un clima di tensione sociale e di abbandono da parte delle istituzioni che penalizza le persone che studiano, lavorano e fanno del loro meglio per vivere onestamente. Come Giovani Democratici pensiamo che la pacifica convivenza e la legalità vadano di pari passo con la qualità della vita. La politica” – conclude Gadda – “dovrebbe comportarsi in maniera responsabile ed analizzare queste tensioni per non farle scoppiare, invece vediamo una continua speculazione sul disagio come durante le fiaccolate mediatiche in via Padova a Milano, vergognosamente organizzate da quelle stesse Lega e PDL che da più di 15 anni governano la Regione.”

Non vogliamo abituarci all’idea di vivere in un Paese che si ritrova ad approvare norme sempre più lesive della dignità umana nascondendosi dietro la mistificazione del concetto di sicurezza“ - afferma Caterina Santachiara, responsabile Diritti Civili dei Giovani Democratici a livello lombardo. “Il dibattito politico del nostro Paese, uno degli Stati fondatori dell'Europa, è regredito ai livelli primitivi di convivenza, cercando un nemico comune da combattere, un capro espiatorio, che ci riporta ai tempi della caccia alle streghe. L’unica cosa che si ottiene è lo scatenarsi di una guerra tra poveri, favorita anche dalla crisi economica che stiamo vivendo.”

Milano, via Padova: legalità e qualità della vita vanno di pari passo. Basta con la politica gridata e complice della violenza
post pubblicato in >> Immigrazione, il 15 febbraio 2010

I gravi fatti di Via Padova a Milano accaduti sabato 13 febbraio mettono ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della convivenza civile e dell’immigrazione. In merito alla polemica politica esplosa subito dopo i fatti, i GD della Lombardia stigmatizzano in maniera decisa l’atteggiamento irresponsabile e violento della Lega e della Destra, che inneggiano alle “espulsioni casa per casa” per bocca dell’eurodeputato Matteo Salvini, capogruppo della Lega al Comune di Milano e Presidente della Commissione Sicurezza del Comune: «La Lega, che governa la città di Milano e la Regione da 15 anni, finge di scoprire solo oggi che accanto alla Milano del benessere e della moda, esiste la Milanodell’insicurezza e del degrado nella quale vivono persone che sperimentano quotidianamente la difficoltà di costruire una convivenza civile interetnica. Persone sole, perché è l'abbandono delle istituzioni il vero tema che tocca via Padova e i suoi abitanti» dichiara Silvia Gadda, Segretario regionale dei Giovani Democratici. «Ogni volta che accadono fatti di cronaca che toccano il tema dell’immigrazione a destra scattano come soldatini a stracciarsi le vesti. Propongono espulsioni “casa per casa, piano per piano”: immagini che ricordano l’orrore dei rastrellamenti di un triste passato che consideravamo superato. Chi ha la responsabilità del governo della città di Milano e della Regione farebbe meglio ad assumersi le proprie responsabilità politiche e morali. Quanto è accaduto è il frutto dell’odio e della costruzione sociale della paura nei confronti di coloro che sono ritenuti diversi e per questo vengono spinti nei quartieri-ghetto dove può accadere di tutto. Alla radice ci sono gli interessi economici ingovernati e un’amministrazione immobile. I residenti italiani e stranieri di alcune aree di Via Padova  e limitrofi segnalano da anni anche ufficialmente la situazione di povertà e illegalità del quartiere milanese, ma l’amministrazione della Lega e del PDL si è ben guardata dal metterci le mani. Davanti a una società che si fa complessa la politica deve avere responsabilità. Basta con gli slogan facili fatti per acchiappare voti, servono politiche concrete per la legalità e la qualità della vita di tutti i residenti, italiani o stranieri che siano. Opportunità, condizioni di vita e di lavoro dignitose, formazione e senso civile vanno di pari passo. Questo chiedono i Giovani Democratici. Serve sul lungo periodo una riflessione seria sul modello di sviluppo dei Paesi avanzati e sulla diseguaglianza economica e sociale tra Paesi del Nord e del Sud del mondo: è dalla povertà e che si originano i flussi migratori ed è questo il vero tema che la Politica deve affrontare con coraggio»

1 marzo 2010 - La giornata senza immigrati
post pubblicato in >> Immigrazione, il 13 gennaio 2010
La giornata di sciopero dei lavoratori immigrati proposta per il primo marzo da un gruppo spontaneo attraverso la rete è sicuramente una bella provocazione. Ma è anche una difficile prova per chi conosce da vicino il mondo dell’immigrazione in Italia, le dinamiche organizzative interne, la consapevolezza tra la maggioranza degli immigrati dei propri diritti e il rapporto tra lavoratori stranieri e i loro datori di lavori, che molte volte sono dei padroni nel vero senso della parola. Gli immigrati nel nostro paese purtroppo sono divisi tra loro, intimoriti da qualsiasi autorità, ancora poco (e a volte male) rappresentati nelle massime organizzazioni sindacali, ricattati a causa del contratto di soggiorno introdotto dalla famigerata Bossi-Fini e non hanno ancora, in larga parte, sviluppato la cultura della lotta democratica. Per giunta vivono in un paese in cui le forze della società civile sono sempre più indebolite e poco connesse alla realtà degli immigrati e dove manca tuttora una condanna netta e trasversale di tutte le forme di discriminazione e razzismo a differenza di tutti gli altri maggiori Paesi europei, dove si investono enormi risorse per prevenire e tutelare le minoranze.
Un quadro italiano quasi tutto negativo in cui risulta molto difficile affiancare la pur lodevole iniziativa italiana per lo sciopero dei lavoratori immigrati con la gemella manifestazione francese, che si terrà sempre il primo marzo e che sta sempre più diventando uno sciopero contro i consumi e una grande mobilitazione di tutti i lavoratori. In Francia esiste da anni un movimento misto per i diritti degli immigrati e contro il razzismo ben più radicato del nostro, dove anche le persone senza permesso di soggiorno scendono nelle piazze rivendicando la loro regolarizzazione e i loro diritti in quanto esseri umani. Qui da noi gli irregolari urlano la loro disperazione nei corridoi e dietro le sbarre dei Cie, e qualcuno di tanto intanto muore senza che se ne accorga nessuno.
La manifestazione italiana a mio modesto avviso dovrebbe porsi innanzitutto l’obiettivo di fare un grande lavoro di sensibilizzazione di tutti i lavoratori, italiani doc compresi, rispetto alla deriva xenofoba di alcune realtà politiche e quanto questa tendenza che tocca anche il mondo del lavoro possa risultare pericolosa per tutti i lavoratori senza distinzioni. In questo modo si rafforzerebbe una maggiore coesione tra tutti i lavoratori, duramente minata alla luce della crisi economica in atto, dove in certi casi i primi a finire sul marciapiede sono stati i lavoratori immigrati e anche su richiesta esplicita dei loro colleghi italiani. Il motto leghista “Prima gli italiani” in quei casi evidentemente si era invertito. Il secondo obiettivo che dovrebbero porsi gli organizzatori dello sciopero è l’avvio di un dibattito sulle modalità organizzative interne alle comunità di immigrati e sulla capacità reale di rappresentanza che molte associazioni asseriscono di avere. Coesione e solidarietà tra lavoratori e autocritica sulle modalità organizzative potrebbero rappresentare solo due spunti al fine di dare un senso all’iniziativa del primo marzo. Altrimenti il rischio è che si ritorni alle logiche ormai da archiviare in cui un gruppo di bianchi buoni, in buonissima fede, tentino di mobilitare intere comunità di immigrati assegnando loro il compito di urlare slogan e battere tamburelli colorati. Mentre, se vogliamo realmente chiudere quella fase, l’unica strada che abbiamo davanti si dovrà fondare su una partecipazione responsabile degli immigrati. In cui, anch’essi si sentano realmente compartecipi di una lotta e di un obiettivo comune. Si sentano davvero cittadini.

di Khalid Chaouki - Resp. Immigrazione – Giovani Democratici
Immigrazione, seconde generazioni in piazza per il diritto di cittadinanza
post pubblicato in >> Immigrazione, il 18 dicembre 2009

Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani dichiariamo la nostra profonda delusione e denunciamo l’ennesima frenata e passo indietro rispetto al percorso di riforma della Legge sulla cittadinanza con la proposta di Legge Bertolini, che a dir poco è deludente e provocatoria che guarda al passato e chiude gli occhi verso il presente e il futuro.
Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani chiediamo con determinazione al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Presidente del Senato otre che a tutti i partiti politici italiani di mettere al centro dell’agenda politica il tema urgente e importante di una nuova legge per la riforma della cittadinanza. Un aspetto che riguarda ormai centinaia di migliaia di bambini e ragazzi nati o cresciuti sul suolo italiano, impegnati nella scuola italiana e privati del loro diritto di dirsi italiani a pieno titolo.
Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani ribadiamo l’urgenza di riprendere il percorso positivo di riforma che ha visto l’impegno di numerosi parlamentari di varie e diverse parti politiche e la proposizione di numerose proposte di riforma della Legge sulla cittadinanza. Una Legge che per sua natura e finalità deve avere il più ampio consenso possibile, perché il tema della cittadinanza, in particolare per le nuove generazioni, è un tema cruciale per il futuro di tutta la società italiana.

L'appuntamento è a Roma, martedi 22 dicembre davanti Montecitorio alle ore 12.

Promotori: Anolf - Giovani di 2 generazione, Giovani Democratici, Giovani Musulmani d'Italia, Rete Togheter (Emilia Romagna), Associazione Nuovi Profili (Genova), Turin World People.

Per adesioni: campagna.cittadinanza@gmail.com

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