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PRIMO MAGGIO 2010
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 1 maggio 2010

E’ il primo maggio dell’anno peggiore della crisi… I giovani lavoratori italiani hanno davvero poco da festeggiare questa volta!
 
Ad oggi infatti, il 70% di chi entra nel mercato del lavoro sotto i 40 anni vi entra attraverso contratti precari (a tempo determinato, co.co.pro. , partite IVA) e meno di un lavoratore precario su quattro all’anno riesce ad accedere ad un contratto stabile.
 
A parità di mansioni, età, genere e istruzione un lavoratore con contratto a termine guadagna il 25% in meno di un suo collega stabile.
 
Un precario ha una probabilità 8 volte maggiore di perdere il lavoro e quando lo perde non riceve assistenza! (solo il 4% dei giovani disoccupati risulta ricevere un sussidio).
 
Anche gli effetti per la formazione sul posto di lavoro sono drammatici: la temporaneità del lavoro infatti disincentiva il datore di lavoro ad investire sul capitale umano dei dipendenti causando una drastica riduzione della produttività del paese.
 
Oltre tutto questo, a causa dei bassissimi livelli di contribuzione pensionistica per i precari è stato calcolato che un giovane che oggi entra nel mercato del lavoro con un contratto precario riceverà in media il 30% in meno di pensione.
 
In questi ultimi due anni invece gli effetti della crisi si sono abbattuti prevalentemente sulle giovani generazioni: l’80% degli 800.000 posti di lavoro andati distrutti tra aprile 2008 e dicembre 2009 sono stati lavori precari.
 
Mentre la disoccupazione totale è aumentata dal 6 all’8.5%, quella giovanile è drammaticamente aumentata di 10 punti percentuali (dal 18% al 28.2% di febbraio 2010).
 
I Giovani Democratici della Lombardia intendono quindi festeggiare il primo maggio facendosi carico delle istanze dei giovani lavoratori sostenendo con coraggio progetti di riforma per il superamento del dualismo del mercato del lavoro e l’inclusione dei giovani in un percorso di diritti più equo e sicuro. Riteniamo altresì fondamentale portare avanti questa posizione senza innescare dannosi conflitti generazionali o fra categorie di lavoratori, convinti che un futuro più stabile per le nuove generazioni sia un patrimonio di benessere per tutta la società.
 
In questa direzione vediamo quindi con grande interesse la proposta avanzata in parlamento da alcuni esponenti del Partito Democratico per l’introduzione del cosiddetto “contratto unico di ingresso” (CUI) che garantisce una rivoluzione nel mercato del lavoro a costo zero per le casse dello Stato. 
 
Apprezzando i contenuti di forte innovazione di questa proposta ci impegniamo a sviluppare su di essa un serio dibattito a tutti i livelli dell’organizzazione per stimolare il Partito Democratico ad assumere come propria proposta sul tema del lavoro la battaglia generazionale per il superamento del dualismo del mercato del lavoro, consapevoli che questa sia la strada migliore per parlare con voce forte alla parte del Paese più dinamica e più giovane e per dare finalmente una risposta chiara sul lavoro a giovani, precari e imprenditori della Lombardia e delle regioni del nord.
 
Da qui partirà anche la campagna dei Giovani Democratici Lombardia L.I.F.E. che si protrarrà per tutta l'estate nelle FESTE DEMOCRATICHE della regione!
 
BUON PRIMO MAGGIO!
Senza l'elemosina di Brunetta
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 4 febbraio 2010
Banconote false per rispondere alle false promesse di Brunetta. I Giovani Democratici della Lombardia reagiscono alla proposta di legge del ministro, che vuole dare ai giovani italiani 500 euro al mese prendendo i soldi dalle pensioni. Da venerdì 5 febbraio, in tutte le principali città della regione, verranno organizzate iniziative di coinvolgimento dei ragazzi distribuendo banconote di carta con il faccione di Brunetta e le proposte su lavoro, reddito e casa dei democratici.
Il nome dell’iniziativa è “Brunetta, opportunità, non la mancetta”.

“I giovani meritano opportunità durature, non misure assistenziali una tantum come quelle proposte da Brunetta" spiega Silvia Gadda, segretaria regionale GD. "Il ministro Brunetta pensa che una paghetta basti a soddisfare le esigenze dei giovani italiani, e cerca di contrapporre tra di loro pezzi di società che hanno gli stessi problemi. Noi non vogliamo essere gli assistiti di un modello sociale incapace di dare risposte moderne. L’assenza di ammortizzatori sociali adatti al nuovo mercato del lavoro pesa in maniera drammatica sulla nostra generazione. Servono forti investimenti per liberare le energie giovanili, soprattutto attraverso la formazione in tutti i settori: dall’infanzia al lavoro, dall’impresa allo studio, per tutta la vita. Abbiamo bisogno di fondi per favorire nuove politiche degli affitti a basso costo, e per stimolare la mobilità abitativa”.

Con questa campagna i giovani del Partito Democratico e il candidato alla Presidenza della Regione Lombardia Filippo Penati si impegnano infatti per:
•    Reddito Minimo Garantito che dia sicurezza ai giovani precari che perdono il posto di lavoro e fondo lombardo di sostegno al reddito pe ri precari.
•    Più borse di studio, meno buoni scuola e fondi per la formazione professionale e continua.
•    Sgravi fiscali drastici per gli affitti agli studenti e semplificazione burocratica per le case in condivisione.
•    Carta dello studente, con agevolazioni e sconti per studenti e universitari sui trasporti, i servizi, le attività culturali.
•    Servizio civile professionalizzante e integrato al processo di formazione teso a favorire il legame con la Lombardia.

Guarda il volantino della campagna >>


Il bamboccione Brunetta: ci è o ci fa?
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 20 gennaio 2010

«Sono arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto». Ci vorrebbe una legge che «obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni». E’ arrivata l’ennesima boutade del Ministro della funzione pubblica. Questa volta però nel mirino di Brunetta sono finiti i giovani “bamboccioni” che, come ha fatto lui, a 30 anni vivono ancora con i propri genitori. Con una crisi in atto che in Italia colpisce prevalentemente noi giovani erodendo il nostro futuro, questa dichiarazione è davvero inaccettabile seria o meno che sia. Il ministro dovrebbe ricordarsi che si sta rivolgendo ad una generazione che registra un tasso di disoccupazione del 26%, che vive nella precarietà degli stage e dei contratti a tempo determinato, con stipendi nettamente inferiori alla media dei propri coetanei europei e senza poter accedere a mutui e finanziamenti. In un paese in cui le risorse del welfare sono concentrate prevalentemente sui capi-famiglia maschi e sulle pensioni, le borse di studio sono un miraggio e gli alloggi per studenti e giovani coppie sono praticamente inesistenti o a prezzi esorbitanti i giovani rimangono “ bamboccioni” per mancanza di alternative e non per comodità come il nostro ministro.

Della sua legge che «obbliga i figli ad uscire di casa a 18 anni» non ce ne facciamo nulla! Ci piacerebbe piuttosto vedere una bella legge che «obblighi la politica e Brunetta a ricordarsi quale sia la condizione dei giovani in Italia prima di scrivere leggi o di aprire bocca…».

Le leggi che invece seriamente servirebbero a rendere i giovani più indipendenti che i Giovani Democratici della Lombardia sostengono sono:

  • La riforma del mercato del lavoro e il superamento del dualismo contrattuale.

  • Un salario minimo orario che impedisca ai giovani di essere ampiamente sottopagati.

  • Una riforma del sistema del welfare che garantisca diritti e protezione in maniera universale, in particolare un sussidio di disoccupazione che copra giovani disoccupati e i lavori a tempo determinato .

  • Un’università che permetta davvero agli studenti meritevoli, con borse di studio e finanziamenti agevolati, di avere garantiti gli studi e un alloggio per i fuori sedi.

  • Una mobilità che permetta ai pendolari di non perdere metà delle proprie giornate per fare spostamenti di poche decine di kilometri.

  • Una legge che imponga un filo in più di buon senso ai nostri ministri!

Scudo fiscale: il regalo di Berlusconi e Tremonti a furbetti ed evasori
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 24 settembre 2009

Dopo i condoni edilizi, i condoni tombali e la depenalizzazione del falso in bilancio è in arrivo un altro regalo per i delinquenti italiani: lo “scudo fiscale” introdotto dal governo permetterà a tutti gli evasori e ai colpevoli di falso in bilancio di far rientrare dai paradisi fiscali in Italia al costo irrisorio di 5 euro ogni 100 sanati tutti i capitali nascosti al fisco negli scorsi anni senza nemmeno obbligare le banche a comunicare al ministero tali ingressi di denaro.

Il governo si difende dicendo di seguire le linee guida tracciate dall’OCSE per la crisi e di applicare le stesse misure di altri stati europei. Peccato che gli altri interventi non siano stati né delle amnistie né sono stati a costo zero: i costi e le modalità degli altri paesi sono assai più stringenti dei nostri. In nessun caso infatti è prevista la garanzia dell’anonimato. Ma tutto questo rischia di diventare marginale rispetto alla profondità della ferita che quel provvedimento infligge al più elementare principio di legalità.

Il testo approvato dal Senato infatti, estende la franchigia sui reati penali impliciti nell’esportazione illecita dei capitali ad una gamma che va dal falso in bilancio alla falsa fatturazione, all’occultamento o alla distruzione di documenti contabili, alle false comunicazioni sociali, impedendo l’utilizzo degli elementi emersi anche nei procedimenti giudiziari che potranno essere avviati a carico dei beneficiari dello “scudo”. Tutto ciò, insieme alla garanzia dell’anonimato, permette di nascondere fondi neri e capitali di ogni provenienza.

Infine ogni volta che si parla di condono torna sempre in mente il video di Guzzanti… “Un condono è per sempre”. http://www.youtube.com/watch?v=HuM66_5Vm2E

Stati generali Expo: quali giovani?
post pubblicato in >> Giovani e Lavoro, il 18 luglio 2009

Noi Giovani Democratici della Lombardia esprimiamo grande delusione per le modalità di svolgimento della sessione dedicata ai giovani all’interno degli “Stati generali Expo 2015”organizzati dalla Regione Lombardia al teatro “Del Verme” di Milano.

Constatiamo che buona parte degli interventi sono stati fatti da persone che col mondo giovanile hanno poco a chefare e che la quasi totalità dei ragazzi che hanno avuto la possibilità di parlare sono chiaramente collegati a realtà vicine al presidente Formigoni. E’ emblematico il fatto che i tre rappresentanti degli studenti chiamati ad esporre il proprio intervento, siano stati eletti nelle liste di “ObiettivoStudenti”, organizzazione legata al movimento di “Comunione e Liberazione”.

Ci chiediamo quindi se il tanto auspicato coinvolgimento delle realtà giovanili del territorio lombardo, per il presidente Formigoni e per il sindaco Moratti, voglia dire avere come interlocutori solo le associazioni e i gruppi riconducibili alle forze politiche da cui sono sostenuti.

Ribadiamo inoltre con forza che tanti giovani lombardi hanno contributi ed idee per valorizzare l’Expo e che ad oggi non sono riusciti a presentarli perché manca un iter chiaro e trasparente, che anche in occasione di questa due giorni di Stati Generali è venuto meno.

Prendiamo infine sul serio le parole del presidente Formigoni relativamente alla creazione di una “Consulta dei giovani” e ci auspichiamo che sia rappresentativa di tutto il mondo giovanile e non solo di pochi.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte. 

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