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28 novembre: manifestazione di protesta contro la riforma dell’accesso alla professione forense. I GD aderiscono!
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2009
“L'atteggiamento del Governo e di parte dell'opposizione sulla Riforma dell'Avvocatura è inaccettabile. Non si può spingere per la rapida approvazione di un testo che non è stato in alcun modo né presentato né discusso con chi subirà le conseguenze più pesanti della Riforma, ovvero gli studenti universitari e i giovani praticanti ed avvocati. Come organizzazione giovanile ci sentiamo in dovere di reagire per tutelare i loro interessi, per questo aderiamo con convinzione alla manifestazione del 28 Novembre a Piazza Navona. Vogliamo dare un forte segnale sia al governo che al nostro Partito, le nuove generazioni non devono essere abbandonate.” Così Fausto Raciti, Segretario Nazionale dei GD che rilancia “ Saremo in tanti, da tutta Italia. Contestualmente presenteremo un ddl di iniziativa popolare che raccolga le proposte che abbiamo elaborato in questi mesi, dalla disciplina contrattuale del praticantato alla necessità di integrare la formazione professionale con quella universitaria. La priorità è accorciare i tempi di accesso e garantire a tutti le pari opportunità, in linea con i modelli adottati in tutto il resto di Europa. Su questi punti – assicura - non resteremo in silenzio.” Silvia Gadda, Segretaria Regionale dei GD lombardi aggiunge: "E' assolutamente necessario sbloccare l'accesso alle professioni per favorire la mobilità sociale e la qualità di un servizio di interesse pubblico. primo passo si un percorso complessivo di revisione del sistema dìgiudiziario italiano che vada nel senso dei diritti del cittadino e dell'efficienza, al contrario della proposta avanzata dal Governo di Destra che mette al centro gli interessi del Presidente del Consiglio e di una classe politica che agisce ai margini della legalità".



permalink | inviato da gdlombardia il 27/11/2009 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
I Giovani Democratici a Lariofiere per Young – Un tuffo nell’universo giovanile
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2009

Sabato 28 e domenica 29 novembre al Lariofiere di Erba ci sarà lo stand organizzato dai Giovani Democratici delle province di Como e di Lecco e dal circolo GD di Erba. La due giorni di Young - Un tuffo nell’universo giovanile, giunta alla seconda edizione, permette una panoramica sulla vita delle ragazze e dei ragazzi sotto la trentina. Dalla formazione scolastica all’impegno nel sociale, dall’entrata nel mondo del lavoro alla gestione del proprio tempo libero, alla politica. I Giovani Democratici partecipano per la prima volta con il loro stand. Il responsabile organizzativo dei Gd Daniele Lironi spiega “abbiamo deciso di partecipare perché crediamo sia importante che i giovani si interessino di politica, riuscendo a sentirla come una cosa vicina a loro e ai loro interessi. Nell’ultimo anno come Giovani Democratici abbiamo messo in campo una serie di iniziative, dal cineforum agli incontri di approfondimento, oltre ai presidi e in generale alla grande mobilitazione per protestare contro la costruzione del muro lungo Lario Trento. Parteciperemo a Young insieme ai GD di Lecco, e sabato verrà a trovarci il nostro segretario regionale Silvia Gadda”. Sempre nella giornata di sabato la mattina sarà presente allo stand anche la parlamentare comasca Chiara Braga, in serata è invece previsto l’arrivo del consigliere regionale Luca Gaffuri.

Scuola di formazione politica dei Giovani Democratici. 1978-2008 'Indietro tutta' controstoria della seconda repubblica.
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2009


Dal 16 al 20 dicembre si terrà a Bologna la scuola di formazione sulla seconda repubblica organizzata dai Giovani Democratici.
“L'idea nasce dalla convinzione di una scarsa analisi della storia politica recente di questo paese -dichiara Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici.- Pensiamo che le radici della crisi attuale siano da ricercarsi nei trenta anni che abbiamo alle nostra spalle, durante i quali la sinistra ha più di una responsabilità. Sarà forse la prima volta che ci troviamo a riflettere sulla seconda repubblica, senza mitizzarla né demonizzarla.”

“Abbiamo provato a mettere insieme tanti ospiti -dichiara illustrando il programma Carmine Casella, segretario dei Giovani Democratici di Bologna- approfittando anche della grande tradizione accademica che ci offre la città di Bologna. La mattina ed il primo pomeriggio si terranno le lezioni di professori e ricercatori come Marco Tarchi, lo studioso ex-fascista di populismi, Sofia Ventura, che sul sito di FareFuturo lanciò la polemica contro il velinismo, Alberto Melloni, grande storico della chiesa contemporanea, Paolo Morando studioso degli anni '80 e del riflusso, e tanti altri. Nel pomeriggio ed in serata largo invece ai testimoni del trentennio. Alfredo Reichlin e Guido Bodrato, Giuliano Ferrara e Carlo Freccero, Geronimo e Andrea Geremicca, Beppe Vacca e Sergio Matarella”.

“Un programma ricco e sicuramente interessante -aggiunge Mario Castagna, responsabile della formazione politica dei Giovani Democratici-, pensiamo che i partiti debbano tornare ad essere organismi pensanti. Tra corsi sul modello Publitalia e kermesse con tanto di red carpet, la formazione è stata considerata più strumento di propaganda che momento di studio e ricerca. Adesso che ci siamo risparmiati il partito liquido, è ora di mettere da parte anche il pensiero liquido. Quello che non si è capito -conclude Mario Castagna- è che Berlusconi ha messo in campo un progetto politico ben preciso. Sfidarlo con la sola propaganda è come affrontare l'Armata Rossa con una fionda”




permalink | inviato da gdlombardia il 26/11/2009 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La legge è uguale per tutti? - GD Lodigiano
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2009

La legge è uguale per tutti?
Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo.
Nelle aule giudiziarie è forse tempo di modificare la frase simbolo dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Dopo il disegno di legge Gasparri-Quagliariello è necessario integrare questa frase, sottolineando in questo paese ormai ci sono molte eccezioni...
Vogliamo evitare che questo nostro scritto alimenti polemiche sterili, vogliamo invece far sentire la voce di chi si è stufato di vedere lesi i diritti di uguaglianza dei cittadini.
Spacciata come una mossa per snellire ed accorciare i tempi della giustizia, in realtà questa norma porta a conseguenze drammatiche: sono a rischio prescrizione migliaia di processi civili e penali e, giusto per essere concreti, in materia di: abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino…
Il Ministro Alfano afferma che questo provvedimento avrà effetti indesiderati solo sull'1% dei procedimenti in corso...
Ciò si traduce con una mancata risposta da parte dello Stato, alla domanda di giustizia di almeno 35.000 persone!
Sempre che quell'1% abbia un effettivo riscontro con la realtà, cosa della quale dubitiamo dato che l’ANM parla di almeno 100.000 procedimenti a rischio!
Tanto per intenderci, questa legge rischia di mandare al macero, tra gli altri, il processo “Antonveneta” che vede coinvolto Gianpiero Fiorani e che ha rischiato di affossare le sorti della Banca Popolare di Lodi e insieme ad essa il futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e risparmiatori lodigiani.
Non possiamo tacere poi, di fronte alla palese costruzione del provvedimento ad uso e consumo dei problemi giudiziari personali del primo ministro italiano.
Il paradosso nasce nel momento in cui, proprio in questi giorni, a Lodi una persona è stata condannata per direttissima a diciotto mesi di carcere per aver rubato un maglione dal valore di 22 Euro!
Crediamo, e non ci riteniamo extraterrestri per questo, che quando una legge pone uno o più cittadini al di sopra della legge, è bene affermare con forza che quella legge è incostituzionale.
L' Art. 3 della Costituzione Italiana afferma infatti che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
È ora di smettere di usare a sproposito parole come democrazia, uguaglianza e libertà, quando poi si fa uso strumentale e personalistico del potere esecutivo e legislativo: il bisogno di giustizia dei cittadini italiani non deve essere soddisfatto da scelte che in apparenza semplificano i processi giudiziari, ma che in realtà hanno conseguenze devastanti: siamo ben consapevoli che è necessaria una riforma della giustizia e il nostro compito come partito non è solo quello di sottolineare le mancanze, ma anche quello di proporre delle valide alternative; in data 20 Novembre infatti il PD ha presentato, durante una conferenza nazionale a Roma, una seria proposta di riforma promossa da Walter Veltroni e Lanfranco Tenaglia intitolata “Ricostruire la Giustizia”: possibili soluzioni all'obbligatorietà dell'azione penale e riforma del processo civile e penale, i due punti principali oggetto del documento, disponibile in rete.
Insomma, la giustizia è lenta, ma se c’è Berlusconi di mezzo deve correre come Usain Bolt per toglierlo dai guai!
Nel frattempo il Parlamento è costretto a rallentare la discussione sui reali problemi della gente, fatti di esigenze concrete, che vengono soprattutto dal lavoro e dagli effetti della crisi.
Si discute ora di come salvare Berlusconi, e poco importa se insieme alla cancellazione dei suoi processi se ne va anche la voglia di giustizia di tantissimi cittadini che, oltre ad essere stati frodati, ora si vedono anche beffati.
Abbiamo cercato di porre alla vostra attenzione i fatti nella maniera più trasparente e concreta possibile.
Riflettiamo seriamente su quanto sta avvenendo e smettiamola di tacere e di lasciare che tutto passi nell'indifferenza generale: è tempo di cambiare!

Appello di Roberto Saviano per il ritiro delle norme sul processo breve >>

Elena Rancati, Paolo Bianchi – Giovani Democratici del Lodigiano
25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne
post pubblicato in >> Omofobia e Diritti, il 25 novembre 2009
Il 17 dicembre 1999 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Mentre l'affermazione dell'auguaglianza ed il divieto alla discriminazione sono parte integrante dei diritti umani fin dagli inizi, il tema della violenza contro le donne entra nel dibattito internazionale solo molto tardi e ancora oggi incontra resistenze in merito alla sua definizione.

Sono tantissime le donne che subiscono atrocità solamente per il fatto di essere donne. Nel nostro Paese 6 milioni 743 mila donne hanno subito violenza fisica e sessuale (dati Istat): una donna su tre. Solo una minima parte però, il 4%, ha sporto denuncia. Dallo stesso studio emerge anche che 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa e che 7 stupri su 10 sono compiuti dal partner, e in quest'ultimo caso il 70% di stupri è reiterato.
Oltre 2 mila donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza della Lombardia nel solo anno 2006 e i dati raccolti mostrano un quadro del fenomeno assolutamente trasversale, distribuito in tutte le classi sociali, culturali e professionali.

Di fronte a questa vergogna non possiamo solamente esprimere una doverosa solidarietà. Il nostro impegno deve essere continuo nel denunciare una situazione intollerabile, in un Paese in cui i mass media dipingono la donna sempre più come oggetto di sfruttamento destinato a soddisfare il piacere e il potere altrui. Sentiamo fortemente la necessità di avere a disposizione strumenti di comunicazione ed educativi, a partire dall'età scolastica, al fine di diffondere una cultura di parità e di rispetto tra gli uomini e le donne.

Molto spesso le ricorrenze segnalano fatti importanti per la collettività per poi dimenticarli nel privato nel restante corso dell'anno. Gli omicidi, le persecuzioni, i maltrattamenti che si leggono quotidianamente sui giornali non deve essere relegata ad un deviato comportamento individuale, staccato dalla "normaltà" in cui vivono gli altri. Purtroppo siamo di fronte ad un aumento di questi episodi, ad un male che si è lasciato crecere senza che ci si fermasse a pensare al cambiamento nelle famiglie, nella società, nei luoghi di lavoro in cui prolifera la violenza fisica e psicologica. Il machismo in alto loco ci mostra come spesso vengono scelte, supportate e premiate rappresentanti femminili. Le ragazze ed i ragazzi che condividono questo progetto politico non hanno intenzione di recepire passivamente la rassegna di notizie di cronaca nera sui giornali, consapevoli della fragilità di ogni forma di democrazia fondata sul protagonismo di un genere solo.
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