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Giovedì 2 luglio a Milano: con gli studenti iraniani per la democrazia
post pubblicato in Diario, il 30 giugno 2009
Clima ancora teso in Iran. Il governo in carica, mentre procede al riconteggio parziale delle schede elettorali, riduce le possibilità di mobilitazione dei cittadini che chiedono il ripristno della pace e nuove elezioni. Scarcerati i funzionari del consolato britannico, sono molte le persone arrestate e ancora in carcere o disperese, mentre proseguono le violenze e la restrizione delle libertà. Testimoni raccontano che per diverse ore oggi sono stati bloccati i cellulari e rallentate le connessioni web.
Una situazione critica che oggi tocca il popolo iraniano, ma che mette in luce la fragilità e l'importanza della democrazia.
Per questo, come Giovani Democratici abbiamo promosso con altre associazioni un evento GIOVEDì 2 LUGLIO ALLE 19 A MILANO IN PIAZZA DELLA SCALA CON GLI STUDENTI IRANIANI PER LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA'. Molte le realtà cittadine coinvolte insieme a rappresentanti delle istituzioni. Colore ufficiale il verde, per una maratona di testimonianze e interventi accompagnate da una performance artistica creata dagli studenti iraniani di Milano.

«Esprimiamo la nostra  ferma condanna della violenza in atto contro i manifestanti e la nostra vicinanza al popolo iraniano sceso nelle piazze per affermare i propri diritti, battendosi per le istanze democratiche di libertà, partecipazione e autodeterminazione.
Chiediamo ad Ahmadinejad e al governo iraniano di cessare le violenze, liberare le tante persone arrestate, ripristinare la libertà di comunicazione e riammettere nel paese la stampa internazionale per garantire ai cittadini libera e completa informazione» chiede Silvia Gadda, segretario regionale dei Giovani Democratici della Lombardia «Il riconteggio del 10% delle schede non è sufficiente: solo lo svolgimento di nuove elezioni alla presenza di osservatori internazionali potrà ristabilire la legalità in Iran»
«Alla città di Milano in particolare chiediamo un atto concreto a testimonianza del proprio impegno per i diritti umani e della solidarietà con i giovani e gli studenti iraniani che si sono battuti e si battono per la democrazia e la libertà a rischio della loro stessa vita» aggiunge Daniele Nahum, presidente dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia e coordinatore del Comitato per l'intitolazione di una via agli studenti iraniani «Sosteniamo perciò la richiesta di intitolare una via agli studenti iraniani avanzata dall’Ugei a partire dalla proposta lanciata lo scorso anno sulle colonne de "Il Riformista" da Nikou-Nesbati, il leader degli studenti iraniani che si mobilitarono nel luglio 1999».

Prime adesioni: Studenti iraniani a Milano, Comitato per l’intitolazione di una via agli studenti iraniani – (Giovani delle Libertà, Giovani Democratici, Giovani Socialisti, Giovani delle Acli, Studenti Coscioni, Unione Giovani Ebrei d'Italia, Giovani Verdi, Giovani Italia dei Valori, Rete Giovani Arci Gay, Forum Nazionale dei Giovani), Associazione Annaviva, Giovani Federalisti Europei, Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano, Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, Partito Democratico della Lombardia, Circolo Interuniversitario di Milano del PD
Per adesioni e contatti: giovaniproiran@gmail.com
DEgeneration - prima festa GD a Mantova
post pubblicato in Diario, il 22 giugno 2009

27/06 - Genova Pride 2009
post pubblicato in >> Omofobia e Diritti, il 17 giugno 2009
I Giovani Democratici sostengono il Genova pride 2009, manifestazione che si terrà a fine giugno e si concluderà con il grande corteo di sabato 27. I Gd saranno a Genova contro l'omofobia e la discriminazione, per una società aperta e inclusiva capace di riconoscere diritti e pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dal genere e dall'orientamento sessuale.
Partecipare alla settimana di mobilitazione di Genova è un modo per conoscere meglio la realtà culturale e sociale LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali). Soprattutto è un modo per fare rete e lavorare insieme tra cittadini e associazioni affinché dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dalla incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo una società plurale e solidale.


I GD CON GLI STUDENTI E I RIFORMISTI IRANIANI
post pubblicato in >> Internazionale, il 17 giugno 2009
I Giovani Democratici della Lombardia seguono con apprensione il susseguirsi di eventi carichi di tenione e violenza che si stanno verificando in Iran in questi giorni.
Centinaia di migliaia di giovani sfilano da tre giorni in piazza al fianco del candidato riformista Moussavi, denunciando pesanti irregolarità  nello svolgimento delle elezioni che hanno portato alla vittoria a larga maggioranza del conservatore
Ahmadinejad e rivendicando nuove elezioni.
Una vittoria, quella del Presidente Ahmadinejad  ad oggi piena di ombre, avvenuta in un clima di illibertà e controllo delle opposizioni culturali e politiche che si è fatto in questi mesi via via più duro, unitamente a una politica estera aggressiva e chiusa al dialogo.
E' importante che l'Unione Europea contribuisca alla distensione del clima in Iran, chiedendo  in queste ore una discontinuità al Governo sulla politica interna. Siamo al fianco degli studenti e i giovani iraniani che non si rassegnano all'ingiustizia e rivendicano libertà, opportunità, diritti, in un Paese dalla cultura millenaria e una storia damaramente segnata dalla speranza e dal sangue.
                                                            

ATM di Milano, veto al marocchino - Francesca Candito
post pubblicato in >> Immigrazione, il 11 giugno 2009
Ci sono molte notizie sui giornali che avrei voluto non leggere, soprattutto in quest’ultimo periodo. Posizioni assunte in primis da un partito e poi dal governo ( e a cascata dai giornali, da prepotenti canali televisivi, arrivando fino al vicino di casa) che si traducono, il più delle volte, in azioni che dettano un chiaro segnale di “imbarbarimento” di questo Paese.
Il primo campanello d’allarme si può cogliere, a mio parere, quando le differenze vengono rappresentate esclusivamente come elementi di negatività.
Quando si istiga una guerra contro chiunque sia diverso da noi e, in modo un po’ velato ma neanche tanto, si allontana chi potrebbe toglierci qualcosa. Qualsiasi cosa. Via, senza guardare in faccia al “nemico” designato. Quando si chiudono le braccia a se, duellando in una guerra “facile” ( seguendo un copione noto) contro “quelli” che arrivano da paesi lontani, o molto più vicini di quanto potremmo immaginare.
E la cronaca di questa facile guerra la possiamo leggere sui giornali ogni giorno, sembra quasi una cronologia che porterà piano piano ad abituarsi alle “bombe”(..). Per esempio, sfogliamo i giornali di oggi.
Mohamed Hailoua, di origine marocchina e residente in Italia dal 2004, si è visto respingere la domanda fatta per partecipare al bando di selezione per un posto come operaio al reparto manutenzioni all’ATM.
E perché? Forse non aveva sufficienti titoli di specializzazione o esperienza? O forse aveva qualche conto in sospeso con la giustizia? No? E perché allora?
Prima di tutto non è cittadino Italiano. Sì perché per lavorare all’ATM devi essere un Italiano DOC come prevede un Regio decreto del 1931 ancora in vigore . Un patriottismo un po’ eccessivo, non trovate? Senza considerare il fatto che per ottenere il certificato di cittadinanza devi passare oltre dieci anni sotto il supplizio della burocrazia italiana e, prima ancora, devi trovare un lavoro regolare, una casa adeguata e ottenere la residenza.
E fino a qui ordinaria discriminazione, di cui molti (gravemente) si sono abituati da tempo, ma la notizia non è finita.
A seguito del respingimento della domanda, il diciottenne Mohamed Hailoua, giustamente, ha presentato ricorso all’ATM.
La memoria difensiva di Atm lascia sgomenti anche persone di fervida immaginazione e ben disincantate.
"Il servizio di pubblico trasporto involge delicati aspetti di sicurezza pubblica, ed è particolarmente esposto, ad esempio, a rischi di attentati. È proprio di questi giorni la notizia, apparsa sulle maggiori testate giornalistiche, che cinque terroristi magrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese che avrebbe dovuto realizzarsi prima delle elezioni del 2006".
Mohamed quindi può essere, per il solito binomio "islamico=terrorista" un potenziale "terrorista" e "sabotatore".
Ora. Al di là del fatto che il Regio decreto del 1931 presenta evidenti caratteristiche anticostituzionali perché vieta il libero accesso al lavoro ( e la nostra costituzione lo impedisce).Sconcertante e grottesco mi sembra il “paravento” populista scelto dagli avvocati difensori dell’azienda pubblica (Società per Azioni di proprietà del Comune di Milano): perché marocchino potenziale terrorista.
Serve un coro univoco di no e serve il coraggio di Mohamed.
La sua battaglia è anche la nostra, per non abituarsi all’inciviltà, per non abituarsi a pensare che “tanto è così”. Per evitare che persone proveniente da paesi lontani subiscano quello che i nostri nonni subirono in lontani paesi non molto tempo fa.
Se no a che serve la storia?
p.s. ho un motivo in più per spostarmi esclusivamente in bici per Milano…
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