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La legge è uguale per tutti? - GD Lodigiano


La legge è uguale per tutti?
Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo.
Nelle aule giudiziarie è forse tempo di modificare la frase simbolo dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Dopo il disegno di legge Gasparri-Quagliariello è necessario integrare questa frase, sottolineando in questo paese ormai ci sono molte eccezioni...
Vogliamo evitare che questo nostro scritto alimenti polemiche sterili, vogliamo invece far sentire la voce di chi si è stufato di vedere lesi i diritti di uguaglianza dei cittadini.
Spacciata come una mossa per snellire ed accorciare i tempi della giustizia, in realtà questa norma porta a conseguenze drammatiche: sono a rischio prescrizione migliaia di processi civili e penali e, giusto per essere concreti, in materia di: abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino…
Il Ministro Alfano afferma che questo provvedimento avrà effetti indesiderati solo sull'1% dei procedimenti in corso...
Ciò si traduce con una mancata risposta da parte dello Stato, alla domanda di giustizia di almeno 35.000 persone!
Sempre che quell'1% abbia un effettivo riscontro con la realtà, cosa della quale dubitiamo dato che l’ANM parla di almeno 100.000 procedimenti a rischio!
Tanto per intenderci, questa legge rischia di mandare al macero, tra gli altri, il processo “Antonveneta” che vede coinvolto Gianpiero Fiorani e che ha rischiato di affossare le sorti della Banca Popolare di Lodi e insieme ad essa il futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e risparmiatori lodigiani.
Non possiamo tacere poi, di fronte alla palese costruzione del provvedimento ad uso e consumo dei problemi giudiziari personali del primo ministro italiano.
Il paradosso nasce nel momento in cui, proprio in questi giorni, a Lodi una persona è stata condannata per direttissima a diciotto mesi di carcere per aver rubato un maglione dal valore di 22 Euro!
Crediamo, e non ci riteniamo extraterrestri per questo, che quando una legge pone uno o più cittadini al di sopra della legge, è bene affermare con forza che quella legge è incostituzionale.
L' Art. 3 della Costituzione Italiana afferma infatti che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
È ora di smettere di usare a sproposito parole come democrazia, uguaglianza e libertà, quando poi si fa uso strumentale e personalistico del potere esecutivo e legislativo: il bisogno di giustizia dei cittadini italiani non deve essere soddisfatto da scelte che in apparenza semplificano i processi giudiziari, ma che in realtà hanno conseguenze devastanti: siamo ben consapevoli che è necessaria una riforma della giustizia e il nostro compito come partito non è solo quello di sottolineare le mancanze, ma anche quello di proporre delle valide alternative; in data 20 Novembre infatti il PD ha presentato, durante una conferenza nazionale a Roma, una seria proposta di riforma promossa da Walter Veltroni e Lanfranco Tenaglia intitolata “Ricostruire la Giustizia”: possibili soluzioni all'obbligatorietà dell'azione penale e riforma del processo civile e penale, i due punti principali oggetto del documento, disponibile in rete.
Insomma, la giustizia è lenta, ma se c’è Berlusconi di mezzo deve correre come Usain Bolt per toglierlo dai guai!
Nel frattempo il Parlamento è costretto a rallentare la discussione sui reali problemi della gente, fatti di esigenze concrete, che vengono soprattutto dal lavoro e dagli effetti della crisi.
Si discute ora di come salvare Berlusconi, e poco importa se insieme alla cancellazione dei suoi processi se ne va anche la voglia di giustizia di tantissimi cittadini che, oltre ad essere stati frodati, ora si vedono anche beffati.
Abbiamo cercato di porre alla vostra attenzione i fatti nella maniera più trasparente e concreta possibile.
Riflettiamo seriamente su quanto sta avvenendo e smettiamola di tacere e di lasciare che tutto passi nell'indifferenza generale: è tempo di cambiare!

Appello di Roberto Saviano per il ritiro delle norme sul processo breve >>

Elena Rancati, Paolo Bianchi – Giovani Democratici del Lodigiano

Pubblicato il 26/11/2009 alle 10.44 nella rubrica Diario.

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