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CNSU: cresce il centrosinistra, CL e destra rimangono maggioranza. Nel Nord-Ovest 3 eletti per la lista democratica: 2 sono lombardi. Flop del PDL, CL tiene nelle private ma è fuori dalla rappresentanza a Pavia.

Manca l'ufficialità, ma la composizione del nuovo Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è ormai certa: grazie a Comunione e Liberazione, il centrodestra rimane maggioranza con 18 eletti sui 30 membri complessivi del CNSU, mentre il centrosinistra (con 54mila consensi complessivi) cresce in modo decisivo, passando da 8 a 12 eletti a livello nazionale e arrivando a contendere la maggioranza in tantissimi grandi Atenei pubblici.
Importante il risultato in Lombardia: la lista "Udu - Liste di sinistra - Liste democratiche" cresce rispetto alle scorse elezioni, è prima lista in importanti atenei (dall'univeristà di Pavia a quella di Brescia, fino alla Bicocca a Milano), contende il primato a CL in in tutte le principali Università pubbliche, e porta nel Consiglio nazionale ben due dei tre eletti sul collegio Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria). Sara Capasso dell'Università Bicocca e Michele Orezzi dell'Università di Pavia sono infatti prima e secondo della lista con rispettivamente 2606 e 1774 preferenze, un vero record! All'Università di Genova va il terzo eletto, Matteo Bianchi, che distanzia di poco Silvia Bonfanti dell'Università dell'Insubria dove il centrosinistra, partendo da zero, è da subito prima lista in Università con oltre 400 prefernze alla candidata dei Giovani Democratici di Como.
Principale punto si riferimento per il centrodestra rimane l'area di Comunione e Liberazione, che fa il pieno di voti nelle Università private e si mantiene stabile in tutti i principali Atenei. Scricchiola però la tradizionale leadership ciellina, a partire dall'Università di Pavia, dove per la prima volta Comunione e Liberazione è fuori dalla rappresentanza negli organi maggiori, mentre l'UDU è larghissima maggioranza in tutti gli organi di Ateneo e di Facoltà.

Rimane basso il dato dell'affluenza, vero punto dolente delle elezioni universitarie (e non solo) negli ultimi anni. "Il primo passo certo per i neoeletti dovrà essere lavorare sulla partecipazione studentesca, per un Università che non si presenti come un supermercato della conoscenza, ma come un efficace spazio di formazione e di espressione" commenta Filippo Barberis, Responsabile Università dei Giovani Democratici della Lombardia e dottorando in Statale. "Da subito, visti gli interventi unilaterali dell Gelmini, saremo attivi su grandi questioni aperte, come il diritto allo studio e il miglioramento del rapporto tra percorso universitario e sbocchi professionali, entrambi punti sui quali la Lombardia può essere un laboratorio importante".

Silvia Gadda, Segretria dei Giovani Democratici della Lombardia, commenta così il voto "Il risultato lombardo è sorprendente: consideratte le risorse economiche e la rete di interessi di CL nella nostra regionale, come centrosinistra ci aspettavamo una tenuta, mentre abbiamo una crescita sensibile e due eletti molto competenti e determinati entrambi lombardi. Azione Universitaria, ila lista del PDL, qui in Lombardia invece è un vero flop, ferma  a meno del 10% dei consensi: un cattivo segnale per il Ministro Gelmini... Il  merito del nostro risultato lombardo va alle associazioni universitarie di centrosinistra che, insieme ai noi Giovani  Democratici, hanno condiviso l'idea di un progetto unitario. A pagare è stata anche l'attenzione vera ai problemi delle facoltà e degli atenei, grazie ai tanti studenti che in questi anni si sono spesi in prima persona in Università. e a un lavoro che come Giovani Democratici portiamo avanti con serietà fin dalla nostra nascita.  Ora lavoriamo da subito compattamente sui problemi sempre più macroscopici dell'Università italiana, a partire  dalla mancanza di risorse per i servizi e il personale, per le borse di studio, le mense, gli alloggi, i programmi all'estero."

Pubblicato il 18/5/2010 alle 7.30 nella rubrica >> Università, Scuola, Saperi.

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